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martedì 13 ottobre 2015

BARI SI ALLAGA SEMPRE! Continuano i disagi per i residenti!


sabato 8 agosto 2015

Un cantiere o uno scavo? Accade a Polignano!

Lavori in corso senza né data, né costi a ‪‎Polignano a Mare‬. Un cantiere che merita un'attenzione particolare proprio perché sotto un Istituto Alberghiero. Sarà mai completato? Chiediamolo al Sindaco ‪Vitto‬.


lunedì 6 luglio 2015

La rimozione della rampa da skate di Torre Quetta ha dell'incredibile!

La rampa da skate della spiaggia di Torre Quetta a Bari è stata rimossa perché dichiarata abusiva dopo che, per più di due anni, i privati che l'hanno installata hanno provato a regolarizzarla. Smantellata in estate, privando i giovani di uno spazio di divertimento, l'amministrazione barese intende adesso installarne una nuova a spese dei cittadini quando ce n'era già una a costo zero, un bene comune. Ma quanti casi di abusivismo conosciamo e meritano ben più attenzione di una rampa? Troppi! Sembrerebbe quindi uno di quei casi dove viene creato il problema per poi risolverlo e ringraziare col cappello in mano il politico di turno. Seguiremo l'evolversi della situazione.





mercoledì 4 febbraio 2015

Schiuma dal depuratore Bari Est, le risposte dell’assessore Petruzzelli e AQP

A distanza quasi di un mese dalla nostra ultima segnalazione in riferimento alla presenza di schiuma sulla costa a sud di Bari proveniente dal depuratore Est che in giornate di maltempo saturano le condotte e provocano il deflusso dei reflui in mare, il 29 gennaio, durante l’ultimo question time nell’aula Consiliare del Comune, il MoVimento 5 Stelle ha sollevato il problema direttamente all’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli.

L’assessore ha dichiarato di aver osservato la nostra segnalazione diffusa anche a mezzo stampa e di aver chiesto informazioni all’AQP che in una nota ha spiegato che il depuratore funziona regolarmente e scarica i reflui depurati in mare a circa 1 kilometro dalla costa mediante la condotta sottomarina in località Torre Carnosa: “Nel merito di quanto segnalato,– scrive AQP – si assicura che i reflui in ingresso ed in uscita dall’impianto di che trattasi vengono regolarmente controllati secondo quanto previsto dal D.Lgs 152/06 e dalla Deliberazione di Giunta Regionale n.1116 del 25/07/06. Dai risultati analitici dei campioni di autocontrollo prelevati presso il depuratore di Bari Est, e riepilogati nell’allegata tabella, risulta che il refluo depurato licenziato dal depuratore rispetta costantemente i limiti allo scarico (Tabella 1 e 3 del D.Lgs. 152/06)”

Una risposta che però non spiega precisamente quella strana formazione di schiuma prodotta nei normali giorni invernali di pioggia e di vento che si va a depositare su una spiaggia frequentata d’estate dai residenti: “Però AQP – dichiara Fabio Leli, candidato del MoVimento 5 Stelle alla Regione Puglia –, ha ammesso che il depuratore Bari Est sarà soggetto, nell’ambito dell’accordo di Programma Quadro Idrico Depurazione, con fondi a valere sulla Delibera CIPE 72/2012, ad un intervento di potenziamento per un importo complessivo di 25 milioni e 500 mila euro per una durata prevista di 600 giorni più altri 60 per la progettazione esecutiva. Ad ogni modo verificheremo che siano prese tutte le misure opportune per la salute dell’intero territorio e delle periferie.

domenica 11 gennaio 2015

Bari: una discarica a cielo aperto sulla spiaggia di San Girolamo

Sembra passata un’eternità dall’ultima volta che si è parlato della riqualifica del Waterfront a San Girolamo, ma intanto il lungomare IX Maggio è sempre lo stesso, una discarica a cielo aperto sia per i residenti, sia per coloro che si rifugiano nella pesca per svoltare la giornata. Ad ogni modo, è sufficiente passeggiare lungo la costa per ritrovarsi di fronte ad un paesaggio indecoroso per qualsiasi città europea, figuriamoci per un capoluogo di Regione.

[Rifiuti a sinistra, pecora morta a destra]
Due giorni fa – dichiara Davide De Lucia, portavoce M5S al Municipio III di Bari – sono stato contattato da alcuni cittadini per una grande quantità di rifiuti sulla costa di San Girolamo. Come membro della prima commissione consiliare permanente del terzo municipio di Bari (che ha tra le deleghe l'igiene, la sanità, la prevenzione e la tutela degli animali) ho subito provveduto ad avvisare i miei colleghi consiglieri. Pensavo si risolvesse tutto con l'intervento dell'Amiu ed invece dopo ulteriori 24 ore nulla è cambiato sulla spiaggia.

Alla sua voce fanno eco quelle di due attivisti baresi Fabio Leli e Giampiero Milone: “Una carcassa di una pecora, copertoni, detersivi e bottiglie spray arrugginite – affermano – sono soltanto alcuni degli oggetti che si possono rinvenire sul litorale. Non vorremmo che i residenti debbano aspettare solo l’inizio dei lavori per una manutenzione ordinaria della spiaggia. Le spiagge – concludono – fanno parte del demanio marittimo ma vengono gestite anche dai Comuni per quel che concerne la manutenzione. In altri  termini lo Stato conferisce delle quote proprio per evitare questo scempio. Staremo a vedere.

venerdì 9 gennaio 2015

Via Puccini da Bari, una strada di nessuno

[Via Puccini, Bari]
A Bari esiste una strada senza identità, precisamente nel quartiere San Girolamo: Via Puccini. 
Di fatto, nella periferia del capoluogo pugliese c’è un fazzoletto di asfalto abbandonato dall’amministrazione comunale che, in una nota del 19 novembre 2014, in risposta ad una richiesta di manutenzione della Via da parte del portavoce M5S del Municipio III Davide De Lucia, affermava che “detta via non è inserita nell’elenco delle strade comunali di cui alle delibere del C.C. 636/1979, n. 215/1975 e n. 832/1965”.  Ad ogni modo, una strada adiacente una clinica ed una scuola elementare riveste sicuramente quel carattere di interesse ed utilizzo pubblico che prevede necessariamente una manutenzione dall’ente territoriale.

Dopo alcune settimane ed altre segnalazioni dei residenti, in una seconda nota del 12 dicembre 2014, la Ripartizione Urbanistica ed Edilizia Privata comunica che, in una nota prot. 165158 del 05/07/2010, il suolo in oggetto è stato regolarmente ceduto all’amministrazione “con atti notarili” sollevando i privati da ogni obbligo.

[Sopralluogo di Davide De Lucia in Via Puccini]

Dunque nella prima comunicazione c'è stato un errore, rimediato nel secondo. Ebbene, in Via Puccini c'è anche una famiglia con un figlio disabile. E' arrivato il momento che si smetta di attendere e che l'amministrazione intervenga immediatamente e faccia quei lavori per la quale viene pagata dalle tasse dei cittadini, ossia garantire dei servizi indifferibili, quale, per esempio, una semplice manutenzione stradale.

lunedì 24 novembre 2014

Visita al Parlamento Europeo a Bruxelles, matirendiconto?!?!?!?

Dopo un’estate di manifestazioni contro le trivellazioni petrolifere nei nostri mari e la grande mobilitazione del 9 novembre contemporaneamente in 8 Regioni italiane contro il decreto Sblocca Italia, insieme ad una delegazione di 52 cittadini pugliesi, il 18 e 19 novembre mi sono recato al Parlamento Europeo a Bruxelles per discutere di tematiche ambientali quali il consumo del territorio e il fabbisogno energetico da fonti rinnovabili.

DON’T FOSSILIZE YOURSELF (Clicca QUI per il video) è il nome della conferenza che si è posta l’obiettivo di uscire dal pensiero fossile che interessa soltanto poche lobbies del petrolio per anelare, partendo dall’Europa, ad un modello energetico alternativo e funzionale. In altre parole, uscire dal ricatto dei fossili per entrare in un futuro rinnovabile. 
Per l’opportunità di tale visita al Parlamento Europeo devo sinceramente ringraziare la portavoce all’europarlamento Rosa D’amato che nel suo intervento a Bruxelles ha spiegato i “145 kmq di trivelle selvagge e il piano Renzi per bucare l’Italia e il suo mare.

[Bonifico di restituzione eccedenze del rimborso forfetario]
Nel merito, oltre alle visite guidate, ciascun europarlamentare ha la possibilità di invitare personalmente un numero complessivo di 110 cittadini all’anno con un rimborso da parte del PE calcolato dal biglietto aereo, più uno forfetario di 150 euro per vitto e trasporti pubblici.
Di tali rimborsi forfetari, ho oggi restituito, a mezzo bonifico bancario in un conto belga messo a disposizione da una collaboratrice di Rosa D’amato,  € 70,00 (più € 3,95 di commissioni) di eccedenza non spesa.

Poiché ad eccezione del biglietto aereo, il restante rimborso è stato calcolato forfetariamente, per coerenza e fede agli ideali del MoVimento 5 Stelle ho deciso di restituire la parte eccedente. Credo che sia la legalità, che l’onesta non si debba predicare ma si debba praticare. Non è mia intenzione fare né beneficienza, né attivismo con i soldi comunitari. Non è mio denaro ma di ciascun singolo cittadino dei 28 Stati membri.  

Lotta agli sprechi in Europa. Se calcolassimo il numero totale degli europarlamentari (751) per tutti i cittadini che ciascuno può ospitare in un anno (110) per il calcolo forfetario del rimborso (€150) si ottiene questa potenziale voce di spesa ogni anno: € 12.391.500.

Di ritorno sono infatti due le iniziative che il M5S in Europa si impegnerà a portare avanti:
1)      Mozione per chiudere il Parlamento a Strasburgo;
2)      Rimborsi soltanto per spese effettuate e fatturate anche per le visite.

Facciamo trasparenza, facciamo sentire la vostra voce e diamola ai nostri portavoce al Parlamento Europeo affinché l’attuale pratica non sia più una routine.

Non fossilizziamoci!


venerdì 14 novembre 2014

Bari, tra biciclette rimosse e mobilità insostenibile


Pochi giorni fa, nel quartiere San Girolamo di Bari, c’è stata la commemorazione di un ciclista investito un anno fa da un pirata della strada dove ha presenziato anche il Sindaco Antonio Decaro. A detta dei presenti è stata soltanto “una bella passerella” che non ha portato a niente, neppure ad un rallentatore di velocità: “Decaro – ha dichiarato un residente – si fa promotore della mobilità sostenibile, ma a Bari le piste ciclabili, tranne ad annunci, non ci sono.” 

La “beffa” è che il giorno dopo, senza neanche un avviso, nei quartieri Madonnella e 
Barivecchia, precisamente in Via Tanzi e in Via Venezia è stato fatto rispettare il codice della strada comma 1, lettera H, dell'art. 158 che indica il divieto di fermata e di sosta dei veicoli sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione. Di fatto, sono state tagliate le catene e sequestrate tutte le bici posteggiate.

Dunque, a Bari si vuole far rispettare le norme sulla mobilità incominciando proprio dalle biciclette? Di conseguenza ci chiediamo chi si occuperà della gestione delle biciclette che non verranno reclamate e a chi verranno affidate perché non si vuole affatto pensare che possano essere donate ad associazioni molto vicine al primo cittadino senza alcuna possibilità che possano partecipare anche altre ciclofficine.

Un’amministrazione 5 Stelle immediatamente avrebbe realizzato nuove rastrelliere per permettere ai cittadini di parcheggiare con sicurezza le proprie biciclette. Infatti, è stato anche di recente approvato un emendamento del Movimento 5 Stelle – a prima firma Cristian Iannuzzi – al disegno di legge delega di riforma del Codice della strada che prevede il “posteggio delle biciclette in aree riservate ai pedoni ove questa misura non rechi intralcio o pericolo" per "favorire la coesistenza di diversi tipi di utenza vulnerabile negli spazi comuni". 

Certamente nulla contro la Legge perché è vietato sostare sui marciapiedi però a Bari sono tantissime le violazioni non sempre sanzionate, quali, per esempio, l’utilizzo del telefonino alla guida, il passaggio col rosso, il rispetto dei limiti di velocità che sembrerebbero ormai non più illegali neppure in presenza dei vigili. Non riusciamo a comprendere le cause di tale possibile disparità di trattamento tra le vetture e le biciclette perché i nostri amministratori, quando vogliono, le Leggi le fanno rispettare con rigore, come è stato per gli scooter elettrici modificati spariti in mezza giornata.

La Legge è uguale per tutti. Ricordiamo, inoltre, al Sindaco Decaro che è previsto dal Codice della strada l’obbligo di costruire percorsi ciclabili in corrispondenza delle nuove strade. Ma se andiamo a vedere nel quartiere Sant’Anna di Bari, nonostante le strade siano tutte completamente nuove c’è soltanto una pista ciclabile. Ce ne freghiamo perché non ci sono le sanzioni? Eppure nel 2012 Decaro dichiarava sontuosamente a ilfattoquotidiano.it:Perché da noi funziona così: se non ci sono delle sanzioni nessuno se ne frega nulla. Negli ultimi 30 anni l’applicazione di quella norma è stata pressoché nulla. Adesso in Puglia cambieremo le cose facendo leva sull’arma più potente che abbiamo a disposizione: i soldi.

Infine, sarebbe interessante conoscere, in base all’articolo 208 del decreto legislativo 30 Aprile 1992, n. 285, le entrate a Bari derivanti dalle sanzioni amministrative per la violazione del Codice della Strada per eccesso di velocità perché una quota pari al 50% dei proventi spettanti agli enti deve essere destinata al miglioramento della sicurezza stradale.

giovedì 14 agosto 2014

Introna e le trivellazioni, giù le mani dal nostro mare!


Gli attivisti pugliesi del MoVimento 5 Stelle hanno manifestato ieri mattina sulla spiaggia di San Pietro Vernotico per affermare l'inutilità delle trivellazioni petrolifere nei nostri mari. Un evento bellissimo che ha visto formarsi una lunghissima catena umana alla quale hanno partecipato anche i portavoce alla Camera e al Senato 5S Diego De Lorenzis e Barbara Lezzi.

Contestualmente a tale iniziativa, Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale pugliese, inviava una nota stampa (oscurando di fatto l’iniziativa 5S in corso la mattina ndr.) con delle proprie dichiarazioni di soddisfazione in riferimento al fatto che la battaglia contro gli idrocarburi e contro le trivellazioni petrolifere nei mari sia approdata in Parlamento grazie ad un’iniziativa del piddino Dario Ginefra.

Precisamente due sono state le risoluzioni approvate, una del Movimento 5 Stelle, a prima firma Claudia Mannino, e l’altra del Governo dove sono confluiti parecchi temi proposti dal M5S; nei fatti, ha precisato Carlo Sibilia, il PD ha solo condiviso molti dei punti salienti della risoluzione pentastellata ed ecco che, grazie al M5S sono state approvate due risoluzioni, da trasformare in Legge, che impegnano il Governo con un aumento delle royalties in favore dello Stato, sicurezza nei trasporti marittimi, analisi epidemiologiche per tutelare la salute dei cittadini. (Clicca qui per leggere tutta la risoluzione M5S)

Il passaggio che molti mass media hanno omesso di riportare sono state le dichiarazioni in riferimento alle autorizzazioni già concesse. A tal proposito Introna è stato chiarissimo: “Il permesso andrebbe certamente condizionato alla presentazione da parte della società concessionarie di un progetto relativo alla messa in sicurezza di mare, coste, pesca ed economia turistica da qualsiasi sversamento, inquinamento o incidente.” A tali dichiarazioni la vecchia politica ci ha abituati. Infatti permetterebbe ad un’azienda di estrarre petrolio dai nostri mari a patto che il Governo nazionale riesca a dimostrarne un interesse strategico. “Non è poi questione di royalties – continua il presidente pugliese –, 4 per cento, 10 o anche 50 per cento, semmai la domanda è un’altra. Se c’è questa convenienza ad estrarre petrolio dai mari che sostiene il Governo Renzi, perché accedere a richieste di aziende internazionali? Se nei fondali del basso Adriatico e dello Ionio c’è una fortuna nascosta, che venga sfruttata nell’interesse esclusivo dell’Italia. Si facciano avanti società tricolori e teniamolo tutto per noi questo tesoro, perché arricchire società straniere. Tutti i profitti sono dalla parte loro e tutti i rischi a carico del territorio?
Ecco quale sarebbe il vero pensiero di Introna, se bisogna trivellare che siano le “società tricolori” a farsi avanti e non importa il fatto che la Puglia produca l’80% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e non viene utilizzato. A tale classe politica rispondiamo che il nostro petrolio sono il mare, il sole, il vento, il turismo. E ci batteremo per difenderli.
In alto i cuori,
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Gli attivisti dei meetup pugliesi


martedì 5 agosto 2014

E' già "teatro" al primo consiglio comunale di Bari


Stamattina si è tenuto a Bari il primissimo consiglio comunale avente per ordine del giorno i fondamentali argomenti d’iniziazione per qualsiasi amministrazione quali la convalida degli eletti, la costituzione dei Gruppi Consiliari, il giuramento del Sindaco di osservare lealmente la Costituzione Italiana e di impegnarsi ad operare nel rispetto dello Statuto cittadino, il prendere atto della nomina degli Assessori e l'elezione del Presidente del Consiglio Comunale, nonché del Vice Presidente.

Proprio su tali ultimi due punti si è dibattuto molto a Palazzo di Città. Un consiglio, a mio avviso, durato molto più del dovuto (oltre 3 ore ndr.) per colpa del desiderio di protagonismo di certi consiglieri delle opposizioni e di maggioranza. Di fatto, si sono venuti a creare delle inutili polemiche sia sull’elezione della Presidenza del Consiglio, che poi ha visto eleggere con una maggioranza schiacciante Pasquale Di Rella (Pd) con 34 voti su 37, che sulla richiesta delle opposizioni di proporre un’altra data per votare la nomina della vicepresidenza. Dopo un’interminabile ed inutile sessione di interventi “botta e risposta” tra maggioranza ed opposizione, al momento del voto della Vice Presidenza, 34 hanno votato scheda bianca non eleggendo nessuno. Quindi, tutto rimandato alla prossima seduta per creare le basi di un'eventuale nuovo inciucio per ricoprire tale carica di garanzia. Insomma il teatrino della vecchia politica si è già mostrato per quello che è, ma non credo del tutto perché i propri attori non sono ancora entrati nel vivo del proprio irrinunciabile politichese.

La voce del MoVimento 5 Stelle si è fatta sentire con i portavoce eletti Mangano e Colella e dei propri attivisti che in massa hanno partecipato a questa prima esperienza in Comune. Per quanto mi riguarda, dopo oltre 4 anni di fiato sul collo e fatica per le strade, non c’è più grande soddisfazione di avere un collegamento diretto nelle Istituzioni per applicare quella democrazia partecipata che abbiamo sempre professato e spiegato ai cittadini.


martedì 18 marzo 2014

Rossani, il futuro in mano ai giovani

[Area ripulita nell'ex caserma Rossani] 
La prima cosa che ho fatto è stata quella di spostare una bottiglia, poi ho incominciato a pulire, dopodiché, non mi sono più fermato.” A dirlo è un ragazzo di appena 16 anni che da 2 mesi dedica ogni fine settimana a ripulire un piccolo spazio verde all’interno dell’ex caserma Rossani. Ed ecco che, sulla scorta delle esperienze che ha già maturato, come il recupero di un rifugio in montagna in stato di abbandono, ha deciso di ricostruire un luogo d’incontro, ossia un centro ricreativo che spera di inaugurare il primo maggio dove promuovere anche attività teatrali e mostre artistiche.

Dopo aver ispezionato l’intera superficie e visionato altre strutture, – continua – mi sono innamorato di questo posto così originale da avere al proprio interno sia una parte coperta, che una scoperta.” Ci confida anche di considerarsi al pari di un occupante perché, anche se la notte non dorme nella Rossani, come gli altri, ha preso in cura un pezzo dell’area e fa la propria parte per rimetterla in ordine. Quando è assente, c’è sempre qualcuno che controlla ed è pronto ad aiutare, ma ancora più importante è riscoprire il senso di comunità e il lavoro insieme agli altri. Infatti, la prima attività è stata la pulizia generale del sito, ma l’idea è quella di ridare completamente vita al luogo rifacendo il pavimento in legno, dipingendo le pareti e curando il giardino con nuove piante con la premura di non modificare l’habitat naturale del parco.

Questo è l’esempio di una gioventù liberata, di una forma di volontariato che unisce tutti senza condizione, attiva a non consumare né il proprio tempo, né il proprio territorio, ma attento a produrre qualcosa che può essere condiviso e pronto a diventare un autentico bene comune.

giovedì 6 marzo 2014

Allarme mobilità a Bari, continuano gli incidenti che coinvolgono i ciclisti


Non c'è pace per i ciclisti baresi. A distanza di neanche un mese dall'ultimo incidente stradale che ha coinvolto una ragazza travolta da un'auto mentre percorreva in bici via Caldarola, ancora una volta, stamattina si è verificato, nei pressi del sottopassaggio di Sant'Antonio, lo stesso scenario dove a pagare le conseguenze è sempre il cittadino su 2 ruote.
Sembra lontanissimo il 2009, anno in cui l'attuale Sindaco di Bari Michele Emiliano prometteva nel proprio programma elettorale "il rafforzamento del sistema delle piste ciclabili."

mercoledì 26 febbraio 2014

Caserma Rossani, una storia di liberazione made in Bari


Dopo la fallita espulsione della settimana scorsa, sembrerebbe terminata la minaccia di allontanamento per tutti gli uomini e le donne che, in questo momento, stanno occupando l’ex caserma Rossani. Infatti, dopo l’improvviso sgombero da Villa Roth, sono stati in molti ad aver interrotto tutta una serie di attività incominciate da novembre 2011.

Alcuni credono che la tregua durerà semplicemente fino alla fine della campagna elettorale perché durante le elezioni, si sa, i politicanti sono tutti più buoni e, per raccattare voti, si fiondano, anche tutti insieme, nei luoghi più sensibili della città al fine di ottenere una certa visibilità.

Nonostante il Comune abbia subito avviato i lavori per mettere in sicurezza la parte pericolante dell'area, i ragazzi del Collettivo hanno spontaneamente incominciato a riqualificare il grande vuoto urbanistico tra Carrassi e San Pasquale e hanno ricreato lo spirito di condivisione e recupero messi in opera già nella struttura in via Quarto. In attesa dei servizi igienici, alcuni ragazzi ci hanno confermato che il Sindaco di Bari Michele Emiliano non avrebbe ancora trovato una soluzione abitativa per i cittadini che dormivano a Villa Roth. Nel frattempo sono riprese altre attività quali skate park, palestra sociale, ciclofficina, sala concerti e spazi culturali. Tutte iniziative che avvicinano persone di estrazione sociale totalmente diverse tra loro.

I bisogni e la volontà dei cittadini, sono più importanti degli interessi che ruotano attorno a quest'area e i ragazzi e le ragazze del Collettivo lo sanno bene. Prima del loro arrivo la Caserma Rossani era soltanto uno strumento di speculazione politica-elettorale, adesso è un luogo dove canalizzare i bisogni popolari. L’area dell’ex caserma Rossani è un bene comune, e come tale, va restituita immediatamente ai baresi.

giovedì 23 gennaio 2014

La carriera dell'attivista del MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle (M5S) è una forza politica nata “dal basso”, radicata sul territorio, e si articola “in rete”, cioè sul web quale sede e strumento della rivoluzione culturale in corso che ci sta portando dall’attuale forma sociale della delega in bianco a un partito, alla società della partecipazione dove ciascuno si occuperà di politica. Le qualità di internet sono la forza innovativa del M5S perché, grazie alla rete, è possibile il passaggio epocale da strutture piramidali, ossia gerarchiche, a organizzazioni “a stella” per formare l’intelligenza collettiva che è il risultato delle molteplici interconnessioni di cittadini collegati alla rete. Senza leader, ciascuno parla per sé.

Un’altra proprietà della rete è la fine delle intermediazioni, ciascun cittadino può accedere direttamente all’informazione e commentarla. In tal senso l’informazione diventa globale, accessibile a tutti, trasparente. Inoltre, la rete non si pone soltanto quale strumento che renderà obsoleti tutti i mass media tradizionali (radio, tv e giornali), ma condizionerà politicamente i rapporti sociali tra Stato e Cittadini, avvicinandoli fino al punto tale da farli coincidere. Per tale ragione, la rete assumerà un fondamentale fattore di aggregazione, di comunità, di socialità su obiettivi e interessi comuni, e la credibilità assumerà un valore assoluto laddove chi non ne avrà, riceverà dal mezzo un effetto contrario e negativo.

Per raggiungere la Società della Partecipazione, ci sono cittadini con l’elmetto che, muniti soltanto di conoscenza e di informazione, si sono uniti in gruppi di pressione politica per riprendersi un futuro reso precario da una classe politica incompetente. Tali cittadini non emigrano, ma cospirano: gli attivisti.

L’obiettivo degli attivisti non è banalmente quello di candidarsi per sostituire una classe politica con un’altra, ossia di sostituire semplicemente gli attori politici mantenendo i rapporti di forza e la dialettica del potere, ma di ricordare ogni giorno il motivo per il quale il M5S è stato fondato: la partecipazione. Con parole nuove, l’attivista non protesta soltanto contro i partiti, ma propone un modello alternativo al loro, non parla di elezioni e candidature, ma di idee e programmi rivolte al bene comune, non utilizza il web per sfogarsi o per polemizzare a prescindere, ma fa attività sul territorio e fiato sul collo alla propria amministrazione. L’attivista impersonifica il cambiamento che vuole vedere nell’altro.

Nella battaglia per la democrazia partecipata ci sono stati tanti attivisti italiani che hanno incominciato tale percorso dal 2006, nei primi meetup, quando ancora nessuno credeva al progetto politico del M5S. Ci sono stati coloro che hanno perso il lavoro, le amicizie, ma mai la dignità e l’onestà di chi, nelle parole Destra e Sinistra, ha continuamente letto inutili congetture, sigle che non aggiungono altro che anelli alle catene di un popolo che, prima dell’arrivo del M5S, non poteva far altro che sceglier tra il peggio e il meno peggio. I primi attivisti che hanno utilizzato lo strumento del M5S per entrare nei consigli comunali erano già oltre le ideologie, oltre le opposizioni, oltre le categorie, e poiché Oltre, sono sempre stati contro un Sistema corrotto.

Dalle prime liste civiche a oggi, chiunque sia stato eletto nel M5S è sempre stato un attivista e non più di un portavoce pro tempore, ossia un dipendente pubblico a tempo determinato (massimo 2 legislature), con un programma scritto e condiviso con i cittadini. L’attivista è colui/colei che non si modera davanti alle ingiustizie e, conclusa l’esperienza in Comune, alla Regione o al Parlamento, riprende il proprio lavoro e torna alla propria vita attiva.

Mentre i partigiani hanno dato la vita per conquistare la libertà e il diritto al voto, gli attivisti del M5S lottano per dare un senso alle parole libertà e partecipazione. Ognuno vale uno è il motto degli attivisti, ma solo se partecipano, altrimenti valgono zero. Di fatto, la partecipazione, a differenza del voto, non è un diritto, essa è una condizione nella quale ciascun cittadino si deve sentire immolato e responsabile per il prossimo. In tali termini la democrazia non serve a niente se non c’è partecipazione. Dunque, la carriera di un attivista del M5S è la non-carriera di un volontario, ossia di un cittadino attivo, cioè la condizione vita di chi si informa e sa informare.

venerdì 3 gennaio 2014

Bari, il ponte pedonale in via Imperatore Traiano: 300 mila euro per ristrutturarlo

Dopo una prima chiusura ad aprile 2013, il ponte pedonale che collega via Imperatore Traiano con via Messapia, che già tre anni fa fu interessato da un’operazione di consolidamento statico, a dicembre è stato nuovamente transennato a causa di un ennesimo crollo di alcuni calcinacci.

Le prime dichiarazioni dell’assessore di Bari ai Lavori Pubblici e Sicurezza dei cantieri Marco Lacarra sono state impostate nel cercare di capire quali interventi si sarebbero potuti eseguire, ma ha anche ribadito il fatto che per rifare quel ponte servono tanti soldi e per noi non è semplice trovare le risorse necessarie, valuteremo se possiamo fare un intervento provvisorio di consolidamento statico, ma anche in questo caso non si tratta di una operazione semplice.
Il 21 dicembre, dopo l’intervento di Rete ferrovie italiane (Rfi) che in due giorni ha portato tutto alla normalità, i quartieri Madonnella e Japigia sono tornati a essere collegati ma l’assessore regionale Antonio  Decaro ha spiegato che per ristrutturare il ponte è necessario spendere una cifra vicina ai 300 mila euro, al momento non nella disponibilità delle casse comunali.

Infatti, nel programma triennale delle opere pubbliche 2013/2015 dell’amministrazione comunale di Bari si legge proprio che, nel 2014, per la manutenzione straordinaria della passerella pedonale in via Imperatore Traiano occorrerebbe spendere una cifra di 300 mila euro. A tal proposito, sarebbe interessante conoscere come vengano fatti i conti e come vengano eseguiti i lavori dal Comune perché è difficile credere al fatto che soltanto dopo 3 anni dall'ultima ristrutturazione il ponte sia già stato oggetto d'intervento per ben 2 volte nell'ultimo anno.


domenica 15 dicembre 2013

M5S Bari, Cittadini in MoVimento a Carbonara


Il MoVimento 5 Stelle è passato ieri dal quartiere Carbonara di Bari per il settimo appuntamento di “Cittadini in MoVimento”, il tour degli attivisti tra i quartieri del capoluogo pugliese per costruire insieme ai cittadini il programma elettorale dei baresi, al di là di qualsiasi logica di partito, di lobby o di casta.

In tale tappa è continuata la raccolta firme per portare all’ordine del giorno del consiglio comunale la discussione della richiesta di revoca della delega all’ambiente all’assessore Maria Maugeri per una illegale quota di raccolta differenziata pari al 25% ottenuta tramite una raccolta differenziata più di "approssimazione" che di "prossimità", a fronte di una quota minima del 65% come da art. 205 del D. Lgs n. 152/06 e per una gestione fallimentare del canile comunale presso il Consorzio ASI, in cui sono ospitati 139 cani dell’associazione ACA, reso operativo esclusivamente grazie all’ordinanza N. 2012/00260 del 02/03/2012. Ma, nella prossima primavera avremo più di un assessore da mandare a casa, ci sarà un’intera classe politica di Destra e di Sinistra che dovrà lasciare il posto ai cittadini e alle loro idee.

Il tempo della delega è finito, non ci sono leader salvatori, i partiti non possono risolvere i nostri problemi perché sono loro ad averceli creati. Non si possono porre nella condizione guaritori perché sono loro la crisi.

Baresi, facciamo sentire la nostra voce.

In alto i cuori, vinciamo noi!

martedì 10 dicembre 2013

Lo sciopero della fame di Pino per il reddito di cittadinanza per tutti

Da più di 3 mesi e mezzo, Pino dorme al freddo in una tenda nei pressi della spiaggia di Pane e Pomodoro a Bari. Dimenticato dalle istituzioni, è aiutato soltanto dal buon cuore dei cittadini. 
Ogni tanto io e gli altri volontari andiamo a trovarlo e ieri gli abbiamo donato 30 euro (gentilmente offerti da VOI cittadini) e abbiamo registrato un suo nuovo appello per esprimere la sua condizione da senzatetto sofferente e affinché venga riconosciuto a tutti i cittadini il diritto alla vita con il reddito di cittadinanza. 

Dal 24 dicembre, giorno in cui tutti si abbuffano, Pino incomincerà, a oltranza, uno sciopero della fame per un reddito di cittadinanza per tutti.

sabato 7 dicembre 2013

I Partiti pagano in nero i manifestanti per presenziare alle loro iniziative



I partiti politici che legiferano in parlamento sono i primi fuorilegge. Eletti con una legge elettorale incostituzionale, pagano in nero le persone per riempire le piazze. Prima inzozzano le città di manifesti abusivi e dopo parlano di legalità. 

Quel che fanno è finto. E' tutto programmato.

I partiti esistono soltanto grazie ai soldi e con i rimborsi elettorali fanno di tutto pur di acquistare consenso, anche comprando la partecipazione alle proprie manifestazioni.

Quando vediamo una piazza piena, probabilmente lo è soltanto grazie ai soldi e non agli ideali che tale partito professa. La politica autentica deve essere quella che rifiuta i soldi e torna a essere volontariato.

Il 27 novembre a Roma c'è stata una manifestazione. Ho intervistato un figurante pagato per parteciparvi da Bari.

Fate sentire la vostra voce, nessuno deve restare indietro, vinciamo noi.